Il bivio della vita

C’era una volta un vecchio che aveva una casetta in campagna, era veramente tanto vecchio, ma così tanto che i suoi occhi non si vedevano più ricoperti com’erano dalle folte sopracciglia bianche… ed aveva una barba lunga e bianca e i capelli, anche essi bianchi, arrivavano quasi a terra…
Vicino alla sua povera casetta c’era un bivio, un grande incrocio pieno di gente di tutti i tipi… e dietro la casetta un grande parcheggio.
Il vecchio era veramente vecchio e aveva l’incarico di far passare la gente per una strada o per l’altra…
Quando arrivava una persona lui la prendeva per mano e la invitava nella sua povera casa, gli offriva quello che aveva e ci parlava per qualche minuto, poi lo indirizzava per una delle strade o per il parcheggio dietro casa… Una strada era la strada della sapienza, era una stradina stretta, ripida sin dall’inizio, non vi era asfalto ma solo buche e fango e spine lungo i bordi e di tanto in tanto veniva attraversata da animali selvatici di ogni specie… per questa strada si procedeva di giorno e di notte senza alcuna pausa, guidati da una luce che si vedeva talvolta, lontanissima… molti non arrivavano mai alla fine del loro percorso, ma per chi vi arrivava c’era un premio speciale… all’arrivo ci si trovava in cima ad un monte altissimo, da cui si poteva vedere tutto il mondo… l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande! E li si passava il tempo a parlare con i pochi che vi erano arrivati e a riflettere e a cercare il modo di aiutare il mondo e tutti gli uomini a vivere meglio…
L’altra strada era molto bella… era pavimentata con il migliore degli asfalti, quello anti pioggia, che ti permette di correre quanto vuoi anche sotto la pioggia… era sempre in discesa, e ben illuminata. Superato il bivio si poteva scegliere la macchina che si voleva usare per proseguire il viaggio in modo tale da essere più comodi possibile. Ogni tanto, lungo la strada, c’erano dei bellissimi alberghi per riposarsi, amici con cui far baldoria, giochi edivertimenti contro la noia e ogni tipo di distrazione…
E così si andava avanti per sempre fino a che un giorno non ci si accorgeva di aver finito il tempo a propria disposizione… senza aver fatto niente di niente che meritasse la pena di essere ricordato! Così le persone scomparivano e nessuno sapeva più niente di loro… qualcuno di quelli che era riuscito a tornare indietro per poi prendere la strada giusta diceva di essere arrivato fino alla fine della strada, di essersi fermato per caso o per fortuna, giusto sull’orlo di un immenso burrone senzafondo, dove andavano a finire tutti quelli che viaggiavano a bordo delle loro bellissime macchine…
Il vecchio sbagliava raramente, anche se qualche volta nel corso della sua lunga vita gli era capitato di incontrare qualcuno che tornava indietro dalla strada che aveva intrapreso per prendere quella giusta…
Ma la maggior parte delle persone venivano indirizzate al parcheggio, un posto ne bello ne brutto, dove si viveva modestamente in attesa di prendere una decisione…
E così il vecchio diventava sempre più vecchio e i suoi capelli crescevano e la sua barba diventava sempre meno barba e sempre più cotone…
E lui, il vecchio, era l’unico che aveva conosciuto tutti gli uomini di tutti i tempi e avrebbe continuato così, per sempre…

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